Ho riletto, dopo averlo ascoltato durante la cerimonia nella cappella delle suore di Betania quanto avete scritto per l'anniversario della scomparsa della nostra Maria Pia, io continua a chiamarla così, come la conobbi quando era ancora giovanissima e frequentava la nostra casa come compagna di Ida. La mia commozione é grande di fronte al vostro incolmabile dolore per la perdita violenta e prematura di una creatura che ha saputo essere Sposa e Madre e insieme Sorella e Amica di tutti e di quanti ebbero la fortuna di conoscerla. Per me era una nuora, ma io ho sempre amato e amo le mie nuore, sono grata loro per la felicità che procurano ai i miei figli, per le cure che hanno per i miei nipoti che sono tutto il mio orgoglio e lo stesso vale per i miei generi. Il mio cuore é aperto per tutti. Anche Maria Pia rappresentava per me un motivo di tranquillità, di sicurezza, di fiducia, di sereno abbandono.
Non ho mai accettato la posizione di contrasto che si dice esista tra suocera e nuora. Quando appena ventenne proposi alla madre del mio futuro sposo, Livio, di continuare a vivere con lui insieme con me, perché non potevo neanche immaginare che lei vedova dovesse allontanarsi dal suo diletto figlio (gli altri figli erano ormai lontani e sposati), con cui aveva vissuto ventisette anni, feci la scelta migliore che potessi fare e ne fui largamente ricompensata. Questo per farvi comprendere che nel cuore di una persona può ridondare tanto amore che procura tanta gioia a chi lo prova, ma anche tanto dolore quando la creatura amata e stimata ci viene tolta da un crudele destino. A me solo la Fede mi sostiene: mi é dolce pensare che Pia é un angelo in più in Paradiso e che sorridente ci accompagna con il suo passo danzante, mentre la sua voce armoniosa risuona ancora nel mio orecchio.
La mamma e nonna
Margherita